Ci sono fotografi e fotografi

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“Faccio foto quindi sono un fotografo”

Questo semplice sillogismo, negli ultimi anni, ha creato non poche discussioni, anche a livelli accademici.

 

L’enorme diffusione del mezzo fotografico e l’evoluzione delle tecnologie di comunicazione mobile, hanno permesso a molte persone di appellarsi con il titolo di fotografo.

Per dare un ambito di riferimento cito, come esempio, Flickr che è passato dal milione di utenti del 2005 agli oltre 92 di Ottobre del 2014, con all’incirca un milione di foto caricate ogni giorno. Esistono quindi oltre 92 milioni di fotografi nel mondo? Veramente tutti fotografi?

In molti potrebbero insorgere sbandierando dicotomie come ‘professionista’ e ‘dilettante’, cadere nei soliti luoghi comuni per cui il fotografo è solamente colui che usa “una macchina fotografica professionale” o peggio, solo chi fa belle foto è un vero fotografo (sul concetto di bello potremmo parlarne per ore).

Per fare chiarezza, possiamo far riferimento ad un ambito linguistico condiviso. Secondo la Treccani un: “Fotografo è colui che esegue fotografie sia professionalmente che occasionalmente.”. Già il termine ‘esegue’ ci da delle indicazioni sul fatto che non è una professione ma una pratica e, per di più,  accomuna coloro che la praticano come lavoro a chi lo fa solo per passione.

È la definizione di “fotografia” che, a mio avviso, fa definitivamente chiarezza. Sempre sulla Treccani troviamo: “Fotografia, in senso più astratto (soltanto al sing.), è la tecnica e l’arte di fotografare, di riprendere cioè con l’obiettivo figure statiche o mutevoli (persone, animali, piante, oggetti, paesaggi, opere d’arte, nel loro insieme o in particolari), fatti, avvenimenti, manifestazioni della realtà e della vita, non soltanto allo scopo di fissarne fedelmente l’immagine e il ricordo, come mezzo quindi di riproduzione e, insieme, d’informazione e comunicazione, ma cercando anche di cogliere, e talora sorprendere, nella loro immediatezza, gli aspetti più significativi e suggestivi della figura umana e della realtà in genere, interpretandoli e, spesso, trasfigurandoli.

Sgombrato il campo da elementi come professione o tipologia di attrezzatura risulta che, almeno sul piano etimologico, il fotografo è colui che: “riprende con l’obiettivo [qualunque sia] figure statiche o mutevoli, fatti, avvenimenti, … ”.

Essere fotografo prescinde dalla tecnologia utilizzata, da eventuali ricavi, o dal tipo di foto che si fanno. Per definire un fotografo è sufficiente il contenuto delle sue foto. Chiunque abbia qualcosa da dire, e lo fa utilizzando un obiettivo, è un fotografo.

Sicuramente ci capiterà di vedere delle foto realizzate [tecnicamente] male, con contenuti non interessanti ma le persone che le avranno realizzate saranno pur sempre dei fotografi.

[autore: Marco Salvadori ‘fotografo’]