Il ritorno dal Carnevale Barbaricino 2019

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Si è da poco concluso il nostro workshop sul Carnevale Barbaricino.

Tre giorni molto intensi in cui siamo riusciti a vivere le tradizioni di una delle terre più belle d’italia: la Sardegna.

I partecipanti a questo workshop, persone meravigliose e con tanta voglia di mettersi in gioco, hanno saputo affrontare le difficoltà che la partecipazione a queste celebrazioni.

Non per niente il titolo del workshop è “Riti dionisiaci tra sangue e terra”.

Scaldati dalla stupenda ospitalità del popolo sardo e rinfrancati dalla gioia provata e vissuta in ogni istante, torniamo a casa sicuramente stanchi, ma felici di aver vissuto questa esperienza e l’emozione di mostrare i lavori realizzati da ognuno dei partecipanti ha ripagato ogni nostra fatica.

 

In questi tre giorni di workshop siamo riusciti a vivere le emozioni e a seguire i riti di tre carnevali molto diversi tra loro.

 

Il Carnevale di Lula, un piccolo paese in provincia di Nuoro, secondo le ipotesi più accreditate, rappresenta la lotta tra il bene e il male.

Il Su Battileddu, uno dei numerosi nomi attribuiti a Dionisio, è la maschera tradizionale e raffigura colui che viene dato in sacrificio per rendere fertili le terre da coltivare.

Mentre i sos Battileddos massajos – le maschere che rappresentano i contadini – trascinano e frustano il Su Battileddu e che non risparmiano anche qualche frustata ai fotografi che si avvicinano troppo, le Gattias – uomini vestiti come vedove con un fantoccio di pezza tra le braccia, spingono e trascinano a terra per gioco gli spettatori.

Esperienza fotografica unica, scatti rubati tra una folla in pieno delirio dionisiaco, che ha dato ai nostri fotografi emozioni uncredibili.

Più calmo ma sempre spettacolare invece è stata l’esperienza a Mamoiada dove, seguendo fin dalla vestizione i Mamuthones e degli Isodaores, ci siamo trovati avvolti dal calore di una popolazione che vuole mantenere viva una tradizione così antica.

Abbiamo chiuso la fase di scatto del nostro workshop a Ottana dove i Boes e Merdules, maschere tipicamente irriverenti e goliardici, ci hanno assordato con il suono dei campanacci e dei versi animaleschi provenienti dalle maschere lignee.

Il Carnevale in Sardegna non è una festa come tutte le altre. È infatti un evento sentito profondamente da tutta la comunità sarda. I paesi dell’isola si trasformano, quasi a ricordare le antiche origini di riti misteriosi. Si tratta di un evento da vivere in prima persona, perché chi partecipa al carnevale sardo viene coinvolto nelle celebrazioni e tutti si trovano così a partecipare ad uno spettacolo che confonde continuamente attore e spettatore. Vino, frittelle e pecora bollita sono gli immancabili compagni di questo viaggio incredibile.

Pubblichiamo una gallery con le foto di tutti i partecipanti: